Corpi

L’idea di fotografare lo Stadio dei Marmi al Foro Italico nasce per caso. La luce particolare di quel giorno illuminava le forme e gli spazi come in un’enorme scenografia teatrale. Da lontano risplendeva il bianco acceso del marmo delle statue nello Stadio. Nell’impianto inaugurato nel 1932, solamente io e le statue degli atleti. Inizio a fotografarne alcune, ognuna proveniente da una provincia italiana diversa. Le statue sono immobili ma le pose sportive, dinamiche, insieme alla luce sembrano farle muovere silenziose come dei fantasmi; corrono e danzano in uno spazio senza tempo in cui la bellezza del corpo umano sembra essere al centro dell’universo, eterna. Il contrasto con il rumore del traffico del vicino Lungotevere e la presenza dell’imponente Stadio Olimpico mi suggeriscono di sovraesporre le fotografie per far splendere ancor di più i marmi, distaccando i corpi degli atleti dallo sfondo per decontestualizzarli dallo spazio e dal tempo circostanti. Tutto si muoveva in una dimensione metafisica. La scelta di stampare dei pannelli di grande formato vuole stimolare il visitatore ad immergersi in quella breve e metafisica, onirica avventura.

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